lunedì 24 gennaio 2011

Il mio medico preferito


Nell'attuale società gli individui nascono sani, ma non vengono educati a mantenere questo stato.
Essere sani significa  stare  bene fisicamente, ma anche nella mente e nello spirito.


Quando nasciamo siamo sani, a parte  casi particolari,  abbiamo un certo corredo di salute che ci permette di vivere abbastanza bene.
La nostra vita ha una lunghezza già in partenza, è tutto scritto nelle nostre cellule, il tempo che ci è dato è preciso, abbiamo però  la possibilità di scegliere come vivere.

 
Se siamo arrabbiati, pieni di rancore e astio per qualcuno, indeboliamo la nostra anima e depauperiamo l'energia nel nostro corpo.

Una mente di questo tipo è offuscata, non riesce a pensare lucidamente e il corpo a sua volta ne risente.
Non riesce ad avere la chiarezza e di conseguenza non è in grado di prendere decisioni, è instabile.
Spesso tutto questo si ripercuote sul fisico, ad esempio non vediamo bene, soffriamo di congiuntivite, di miopia o presbiopia, la cataratta ci vela gli occhi per impedirgli di vedere quello che non vorremmo.
 
Spesso ci capita di non digerire bene, di sentire dei bruciori allo stomaco oppure di soffrire di crampi, di dolori muscolari, di essere facilmente soggetti a strappi o a tendiniti.

A volte soffriamo di forti dolori alle spalle siamo rigidi e poco elastici, esattamente come i nostri pensieri.
Oppure soffriamo di stanchezza atavica, siamo disperati per qualsiasi cosa o ci sentiamo deboli di fronte a fatti che accadono o alle decisioni da prendere.

Siamo chiusi dentro  involucri, che ci bloccano i movimenti e la mente.
Vorremmo riuscire a mantenere autocontrollo, ma alla fine non ci riusciamo e perdiamo le staffe, anche in  situazioni semplici.
Oppure al contrario ci controlliamo talmente tanto, da irrigidirci come se fossimo ingessati.

Dovremmo essere invece come freschi giunchi, flessibili ai venti delle emozioni, pronti a piegarci quando arrivano forti raffiche di vento, ma subito in grado di rialzarci ed essere stabili e invulnerabili come prima. 

L'equilibrio tra le parti che ci compongono si impara fin da piccoli: praticando una sana alimentazione, la respirazione profonda, rispettando i ritmi naturali del pianeta che ci ospita (giorno-notte), riposando se siamo stanchi, ma non oziando di continuo, evitando il vizio del fumo o lo stravizio dell'alcool e delle droghe.


Il mio medico preferito dunque è il buonsenso, sono i genitori che ci trasmettono le buone regole da piccoli, è il nostro amor proprio che ci spinge a scegliere il bene, è una società cosciente, che si adopera per la formazione di individui consapevoli delle loro azioni e delle loro scelte, è un medico pagato per  mantenerci in salute, che si aggiorna ed ha una mente aperta ed elastica verso tutto ciò che procura bene, senza altro interesse che il paziente sano.

Credo in una concezione globale dell'individuo, in una società intrisa di spiritualità, nella centralità dell'equilibrio tra mente e corpo che crea e mantiene un'umanità vera e sana.     

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