lunedì 31 gennaio 2011

Sostituzione e contaminazione.

  La cucina per me è un luogo "emotivo", denso di ricordi;
è un posto dove si crea, a partire dalle esperienze accumulate nei secoli dal genere umano.
 Creare pietanze è un'attività che sviluppa la coscienza e l'ingegno, mantiene vivo in noi quel godimento bambino di "manipolare".
Le mamme e le nonne di una volta erano molto più disponibili verso questa pratica.
Era cioè normale mettersi vicino i piccoli e farsi aiutare in cucina.
Mia nonna amava starmi accanto,mi insegnava ad  ammassare la pasta, a fare gli gnocchi o le orecchiette ed era quasi un rito preparare il pane,mentre osservare la lievitazione di un dolce nel forno, era una magia.
Mostrava una saggezza immensa nell'uso e nella combinazione dei cibi e a distanza di tempo, studiando, ho scoperto quanto fosse giusto il suo modo di fare.
 Oggi è diventato tutto molto rapido, stare in cucina è per molte solo un pesante dovere, non ci si rende più conto di quale grande responsabilità demandiamo ai fast food, ai cibi precotti o da saltare in padella.
Stare in cucina è emozionante come un viaggio intorno al mondo, è il luogo dove si incontrano i pensieri di tutti e lì, siedono a chiacchierare amabilmente.
Ma la cucina è anche un grande laboratorio, dove lo studio e la conoscenza non si fermano mai.
Una volta, ai tempi di Paracelso e di Ambroise Parè, nei testi di medicina occidentale, gli alimenti venivano presentati a seconda delle loro proprietà curative.
In seguito la medicina si è separata dai concetti di dietetica, e quest'ultima ha smesso di appartenere alla farmacologia.
Per i cinesi è accaduto qualcosa di simile, ma attualmente si sta recuperando l'antica arte. 
Essi hanno un tale alto concetto del cibo, da valutare i singoli alimenti a seconda degli effetti sull'organismo.
In tal senso per cucinare bisogna conoscere le proprietà, il sapore e l'azione su ogni singolo  organo, nonchè sui meridiani energetici.
Anche in India il cibo è "energia" da dosare sapientemente per ottenere il giusto risultato.
Nella cucina ayurvedica per mantenere una buona salute non è necessario solo mangiare cibi sani e cucinati correttamente, ma è indispensabile che ognuno si trovi in pace e in accordo con tutto quanto lo circonda.
Trovo tutto questo molto lontano dai precotti cui mi riferivo prima e la fretta di questi tempi moderni, mal si concilia con la pace dentro e fuori di noi.
Amo cercare nella mia alimentazione le possibili sostituzioni di cibi con altri più sani, ma amo anche cercarli viaggiando per altri paesi e contaminando la mia cucina con tutto ciò che trovo interessante, migliore e affascinante.
La mia dispensa negli anni si è così aperta a nuovi prodotti e si è arricchita di idee, odori e sapori diversi, ma che ben si legano con le tradizioni. 
Cucinare con calma e con buone intenzioni riempie i nostri piatti di vibrazioni positive, che trasmettono gioia a chi mangia e nutrono l'anima prima ancora che il corpo.



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